Benessere, tecnologia, progresso, quando affrontiamo questi temi molti si sentono presi dai sensi di colpa e si domandano: "forse sarebbe meglio farne a meno?" No, assolutamente no, almeno secondo il filosofo Thierry Paquot, che ha dedicato anni di studio al tema portando a termine un interessante libro sull'elogio al lusso: “Eloge du luxe” (edizioni Bourin, Parigi).
“Basta ai sensi di colpa” afferma Paquot. Secondo i suoi studi, il lusso è senza dubbio un motore del progresso, della trasformazione culturale e dell’economia. Se non fosse stato per quella magica vocazione ad avere “un di più” che ci distingue dalle altre creature, noi umani mangeremmo ancora carne cruda e bacche. Non sarebbero nati né la cucina né i condimenti, né i vestiti né invenzioni meravigliose come il letto, la finestra, la televisione, il computer, ecc.
Nel suo libro Paquot ha dedicato un intero capitolo alle utopie e alle aspirazioni estreme. Secondo il filosofo, esiste infatti una relazione precisa tra pensiero utopico e lusso. Su questo non c’è dubbio, anche se alcuni dei principali utopisti, come Tommaso Moro, hanno parlato male del lusso e del superfluo.
LE NUOVE FRONTIERE DEL LUSSO:
Alla domanda: “Oggi, quali sono le nuove frontiere del lusso?” Paquot risponde che i tre parametri del nuovo lusso sono: tempo, spaziosità, silenzio. Infatti, per noi, oggi in Occidente, poter usare il nostro tempo in piena libertà si presenta come il massimo dei lussi. Ci manca il TEMPO per tutto. Tempo per pensare, per riposare, per curare la nostra famiglia, per gioire della vita. Ma ci manca anche lo SPAZIO. Un esempio? Quando entriamo in una camera d’albergo, se è molto ampia la percepiamo immediatamente come lussuosa. Inoltre, a chi non piacerebbe un ufficio di lavoro tutto suo? Meglio se grande, con quadri, piante e tappeti?
Già chi abita in una casa “indipendente” viene visto come uno dei “nuovi ricchi”, soprattutto se ha la fortuna di abitare in campagna dove è facile accaparrarsi anche del terzo moderno lusso: il SILENZIO.
SPAZIO, TEMPO, SILENZIO, secondo Paquot sarà questa triade ad orientare nel futuro le nostre vacanze, i nostri acquisti, i nostri sogni e condizionare le nostre decisioni. Pensiamo adesso alle nuove tecnologie. Non vedete una certa affinità con i tre parametri? Le aziende HighTech producono dispositivi che cercano di semplificare la vita (ormai troppo complicata) di noi comuni consumatori.
Cercano in un certo senso di liberare l'uomo dai limiti dimensionali (spazio e tempo). Renderlo presente in più luoghi contemporaneamente, renderlo felice e consapevole dei fatti sempre e ovunque (notizie, idee, giochi e notizie).
I nuovi strumenti consentono maggiore libertà. Certo lavorare si deve pur sempre lavorare, ma lo possiamo fare anche in viaggio o comodamente da casa, esistono infatti: Videoconferenza, dispositivi VoIP, cellulari o palmari di terza generazione con mille dispositivi incorporati (foto, video, musica, tv, internet, ecc.), Portali aziendali con accesso differenziato, il CRM stesso. Ecco quale sarà il lusso del futuro: poter e saper utilizzare i nuovi strumenti, semplificatori del lavoro ma anche creatori di maggior benessere e libertà (tempo libero).
Perché non dovremmo usare un buon CRM se questo ci semplifica enormemente la vita? Chi ce lo vieta? Il CRM ci consente di lavorare a distanza, forse di andare in ufficio solo 3 giorni alla settimana. Permette di gestire in tempo reale Assistenti, Clienti, Progetti e qualsiasi Settore aziendale. Ci consente di lavorare in team, in videoconferenza per ore intere senza pagare un euro in più.
Pensiamoci. Progresso e lusso non sono poi brutti come spesso li ritraggono : )
Maggiori informazioni sul CRM
Fonte intervista a Paquot: Panorama 10-8-2006
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