In momenti come quello attuale, di forte crisi e di rimodellamento delle politiche economiche, le aziende necessitano di nuove regole di Marketing.
Cambiano i metodi comunicativi e le azioni di Marketing. Diventa prioritario mantenere un contatto diretto con i Clienti, sfruttare nuove tecnologie per la competitività e riuscire a difendere la porzione di mercato già in nostro possesso.
COSA DICE L’UNIVERSITA’
In questo senso, Giuseppe Cappiello – Docente di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università di Bologna – conferma che in condizioni di “eccesso di offerta”, ovvero in mercati ipercompetitivi i principi tradizionali del business vengono radicalmente sovvertiti ed anche le “regole” del marketing rischiano di essere superate prima ancora di aver trovato la necessaria diffusione tra gli operatori.
L’utilizzo di tecniche come la Segmentazione, diffusasi in situazioni di equilibrio tra domanda e offerta, deve essere ora reinterpretata alla luce dell’instabilità e della complessità che caratterizzano i mercati in eccesso di offerta: il segmento diventa sempre più instabile nel tempo e l’impresa non ha più la possibilità di controllarlo e conseguentemente di soddisfarlo.
Per poter rispondere a questa nuova situazione con un’offerta adatta, l’impresa necessita di un nuovo strumento manageriale: la creazione e la gestione delle cosiddette bolle di domanda definite anche come “temporanei raggruppamenti di acquirenti, aggregabili in base alla condivisione di specifiche caratteristiche di una data offerta aziendale”.
Le bolle permettono di raccogliere in tempi brevi un numero di acquirenti sufficiente a giustificare i costi di proposta dell’offerta, inoltre, esse si differenziano da altri segmenti per due motivi: l’instabilità nel tempo e nello spazio dei suoi gruppi e l’assente ripetitività del loro comportamento di acquisto.
IL CASO: LA MAMMA CHE SI DIFENDE DA CARREFOUR GRAZIE AI BLOG
In uno dei suoi ultimi articoli, Giampaolo Fabris presenta in tutta la sua crudezza e disagio il caso emblematico di una signora, Cliente abituale di Carrefour, che offesa per un evento accadutole all’interno del Supermercato è riuscita ad ottenere ascolto e le scuse da parte del Direttore Carrefour grazie ad un Blog...
E’ il potere del Web 2.0, i contenuti di Internet vengono creati e pubblicati direttamente dalle persone, dai consumatori e questo dona loro un nuovo potere. Ciò deve far riflettere le aziende su come meglio sfruttare un cambiamento di così grande portata.
Fabris evidenzia come in Italia esista “una depressiva consapevolezza della scarsa disponibilità all’ascolto, e all’assunzione di responsabilità, da parte di chi produce e vende”, in tutti i manuali di Marketing viene ripetuto all’infinito come l’ascolto del reclamo o dei suggerimenti siano fondamentali per mantenere un buon legame con il Cliente, curando allo stesso tempo l’immagine aziendale da una parte e la fidelizzazione del Cliente dall’altra. Ma ancora oggi, ciò non viene considerato importante!
Da qui, il caso della mamma che porta il suo piccolino autistico in uno spazio dedicato al film Disney Cars, alla Carrefour di Assago, uno spazio dedicato per avere una foto ricordo. Arriva il turno del bambino che invece di fissare l’obiettivo del fotografo rimane girato verso il cartoon a grandezza naturale. Il fotografo comincia ad urlare "Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te". La mamma chiede di fare comunque la foto, e lui risponde "Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!". Fa seguito "è uno scemo" di genitori di altri bambini insofferenti per l’attesa e del personale di Carrefour. La mamma porta via il piccolo in lacrime. Ma questa volta protesta, ed usa la più potente delle armi di cui il consumatore oggi dispone e della cui potenza tutti noi non siamo ancora consapevoli. Posta il vergognoso accaduto su un Blog e da lì, prima centinaia, poi migliaia di dichiarazioni di solidarietà e indignazione, poi altri Blog riportano l’articolo e in breve è lo stesso A.D. di Carrefour a telefonare alla mamma per scusarsi dell’accaduto ed offrirle un risarcimento.
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