Questo libro, suggeritomi dall’amico Pierangelo, parla di vino, cibo e strategia CRM. Accende cioè i riflettori sull’importanza e la necessità di saper valorizzare prodotti e servizi del mondo enogastronomico. Offre idee e strategie e propone soluzioni innovative.
L’Italia è il Paese del magico connubio tra arte, territorio e cibo. Tutto il mondo ci invidia. Ma, come riuscire a valorizzare ogni singolo prodotto delle diverse località italiane? E’ possibile far rivivere antiche sensazioni e gusti?
Anche la tavola ha bisogno di comunicare di più ed in modo più efficace. In questo libro, “Non solo vino. Non solo cibo”, vengono esaminati canali e strategie della nuova e vecchia Comunicazione, da utilizzare per la promozione di regioni, prodotti e aziende.
Diviene fondamentale sviluppare azioni mirate, efficaci ed efficienti: con spesa contenuta e di qualità. E' importante conoscere chi, gli strumenti, come e quando utilizzarli. Il mondo Enogastronomico è in piena evoluzione, si adatta alle mode della società e riflette le scelte e i bisogni del nuovo target (i giovani). Il libro può quindi rivelarsi interessante per spunti, riflessioni e idee da sfruttare.
La promozione turistica moderna deve pensare di rivolgersi a tutti i settori: da quello artistico e architettonico a quello ambientale o economico. L’aumento di manifestazioni legate a vino e cibo dimostrano che l’interesse sul tema è in netta crescita e non si limita al target degli addetti ai lavori ma copre trasversalmente e indistintamente tutti i target.
Italiani e stranieri, giovani e vecchi, ricchi e poveri, cultori della salute o promotori del fast food, chiunque più o meno ne è interessato. Ma le strategie di Comunicazione devono diversificarsi rispetto al target di riferimento. Serve una Comunicazione ad hoc, da qui la necessità di strumenti come il CRM per:
- Differenziare l’offerta
- Individuare i target
- Segmentare il mercato
- Pianificare Campagne di Comunicazione
- Analizzare i feedback
Un po’ di storia:
Fu il movimento dello Slow Food, lanciato nel 1986 da un gruppo di appassionati cultori del mangiar bene, a dare la svolta all’importanza anche culturale del cibo.
Prima la Slow Food affiancata dall’Accademia Italiana della Cucina, poi le Città del Vino e da alcuni anni le varie Strade dei Sapori hanno reso sempre più importante la tradizione alimentare, promuovendo la riscoperta dei vecchi sapori e salvando prodotti o ricette altrimenti persi.
La tradizione culinaria italiana stava per essere soffocata dalle multinazionali agroalimentari, che per necessità di costi e finalità di profitto, tendono ancora oggi ad omologare prodotti, gusti e scelte del consumatore.
La promozione del turismo, dell’enogastronomia in generale o della propria attività imprenditoriale deve essere svolta ponderando costi, benefici, minacce e opportunità del mercato. Ecco perché sempre più sono necessari strumenti come il CRM, risolutivi in fase di pianificazione, strategia e monitoraggio delle attività svolte.

Commenti