Le piastrelle italiane: leader di qualità
La normativa è la UNI EN 14411 “Piastrelle di ceramica - Definizioni, classificazione, caratteristiche e marcatura” è il frutto dell’impegnativo lavoro per definire i termini, i requisiti e i criteri di accettazione per le piastrelle di ceramica. Oltre ad essere lo strumento con cui il produttore verifica il proprio prodotto, è la norma di prodotto candidata a diventare "armonizzata" a seguito della sua pubblicazione in Gazzetta Europea. E', in altre parole, lo strumento che permetterà l’apposizione della marcatura CE sui prodotti stessi, in attuazione della Direttiva Prodotti da Costruzione.
La marcatura CE è una sorta di “passaporto” che permette al prodotto di circolare liberamente.
La qualità delle piastrelle è stabilita dai valori tecnici determinati da test eseguiti secondo le norme europee UNI EN attualmente in vigore.
Per il cliente: valutare da subito questi codici, significa evitare cattive sorprese in seguito.
Vediamone alcuni in dettaglio:
• PEI: scala di resistenza all'abrasione, valida solo per le piastrelle smaltate. È classificata con valori che vanno dall'1 al 5. La cifra maggiore indica lo smalto più resistente;
• Mohs: scala di durezza della superficie, definita da numeri variabili dall'1 al 10. Il valore 5 indica una buona durezza;
• Newton: resistenza ai carichi, con numeri che vanno da 20 a 50 (35/38 corrisponde a una buona resistenza);
• Classe 1, 2, 3: resistenza alle macchie. La classe 1 è la migliore e significa che la piastrella, durante il test, è stata pulita solo con acqua; classe 2 con acqua e detersivo, mentre la classe 3 significa che non si è riusciti a togliere la macchia.
• Sigle A, B, C, D: resistenza all'azione aggressiva di acidi e detergenti (la A è la migliore).

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