Stanno aumentando nel mondo i consumatori che si scambiano via internet giudizi su imprese e prodotti. Ecco la contromossa di Manager e Consulenti: sostituire con forum e blog le tradizionali ricerche di mercato.
Negli USA l'allarme è scattato da tempo, in Italia c'è solo la percezione del pericolo, ma le società più sensibili hanno già pensato ad eventuali risvolti positivi. Al centro di tanta agitazione c’è il blog (che insieme ai forum) viene sempre più utilizzato per scambiarsi informazioni e valutazioni su prodotti, servizi, aziende.
Ciò significa che internet detiene il potere di bocciare o promuovere un prodotto, come nel caso di Kriptonite: in dieci giorni, da quando un blogger ciclista ha scritto che il lucchetto per biciclette considerato sicuro poteva essere aperto con una penna Bic, 1 milione 800 mila persone hanno chattato in rete su questa notizia, costringendo l'azienda a modificare il prodotto e ad accontentare i clienti che pretendevano la sostituzione. Danno: 10 milioni di dollari.
Per Leslie Gaines-Ross (responsabile del centro studi Burson Marsteller) le aziende hanno capito che la blogsfera dev'essere monitorata al fine di ricevere informazioni, opinioni e tendenze. Da notare che il 5 per cento delle aziende che rientrano nella classifica delle prime 500 di Fortune ha già un blog. E questo fenomeno, secondo Gaines-Ross, è destinato a crescere in maniera esponenziale, perché la rete è una miniera di informazioni, a patto di utilizzarla bene.
Altri “Case-history”: la Vichy ha creato un finto blog sui problemi di pelle di una trentenne per promuovere i propri prodotti, un fallimento: i blogger professionisti hanno fiutato l'escamotage e l'azienda ha dovuto chiudere il sito.
Miglior risultato invece quello della Piaggio con la Vespa: ha scovato il blog di due collezionisti e l'ha usato per comunicare le novità della sua linea.
NEL FUTURO
Secondo Gaines-Ross i blog non sono un fenomeno passeggero «diventeranno il principale canale con cui le aziende potranno comunicare con clienti, fornitori, comunità e il luogo dove trovare le informazioni più importanti».
Gaines-Ross non ha dubbi sul futuro: «Le imprese stesse dovranno diventare blogger, per essere sicure che circoli anche la loro versione delle notizie».
Fonte: Panorama 20 apr 2006

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