Internet è cambiato. E voi?
Ecco 10 consigli dei principali esperti italiani ed internazionali per affrontare le nuove sfide, un decalogo che potrà servire anche alle più piccole PMI per riflettere su come il Web stia cambiando e come l’Advertising si stia adattando ad esso.
1. Distribuire gratis servizi (utili). Abbandonate gli spot pubblicitari a favore di Contenuti e/o Servizi utili al consumatore (un esempio, come fa Pampers.com per i genitori di bebè). Ricordate, non è mai stato così facile creare e condividere contenuti come lo è oggi, e le aziende dovrebbero iniziare a farlo spendendo per contenuti appetibili e meno in acquisto di spazi. Un altro esempio: come ha fatto Kellog’s per festeggiare i suoi 100 anni, con un website altamente interattivo e in cui regala gadget per personalizzare il telefonino dei propri giovani utenti.
2. Puntare sui nuovi formati online. Usufruite dei nuovi formati online, podcast e videocast: si parla infatti registrazioni Mp3 per l’audio e di vari formati video (Mpeg, Mp4, ecc.) utilizzati in azienda per condividere idee o meeting, ma anche sul Web per rendere al consumatore più semplice vedere ed ascoltare ciò che gli vogliamo dire, far vedere.
3. Regalare contenuti premium. Esistono oggi grandi opportunità di creare “esperienza” per i consumatori e far scattare meccanismi di identificazione, fornendo contenuti premium gratis. Come ha fatto Coca-Cola con i Free iTunes download proposti insieme a lattine e bottiglie per tutta l’estate 2007.
4. Interagire (sul serio). Incoraggiate i consumatori a interagire con la vostra marca e fatelo nei luoghi che essi frequentano: non invitateli a casa vostra (è un invito troppo formale) ma passate a trovarli dove sono. Per esempio, il network tv statunitense FX ha creato un profilo MySpace per la propria serie fiction di successo con Danny De Vito e ha anche creato singoli profili per ogni personaggio. Nel Web 2.0 tutto è interconnesso.
5. Usare l’effetto Virale. Non abbiate timori nel distribuire le informazioni sulla vostra marca in canali che non potete controllare. Pensate alla campagna realizzata da Coca-Cola via YouTube. Utilizzate canali che consentano l’effetto virale, ovvero la possibilità di re-inviare i contenuti all’infinito, invitando amici e conoscenti.
6. Guardare in due direzioni: local and global. Tenete presente che il Web 2.0 ha globalizzato il consumo dei media e che le piattaforme dei media online funzionano ormai across markets, limitate solo dalla lingua. La convenzione di lavorare all’interno di un mercato perderà progressivamente rilievo e sarà sempre più necessaria una prospettiva globale.
7. Multimedialità. Usate un Blog, dei podcast, un Social Network (My Space, Facebook, ecc.), non deve essere preso come una moda passeggera, ma piuttosto una scelta cosciente, e il podcast dovrà svolgere un preciso ruolo (i contenuti dovranno essere indirizzati ad obiettivi ben chiari).
8. Puntare sui rich media. La banda è larga, oggi possiamo proporre video interattivi, anche a puntate, mirati a un interesse del nostro pubblico. Come fa TotalBlender, il tritatutto della Blendtec, che promuove la sua capacità di triturare non solo pomodori e carote, ma proprio tutto, con una fiction a puntate che diverte e intrattiene (e convince, triturando di volta in volta gli oggetti più diversi, come per esempio un iPhone).
9. Fidelizzare. Il Web 2.0 permette (e richiede) un processo di fidelizzazione efficace del proprio pubblico. Abbandonate le campagne “one shot” e concentratevi sul costruire un progetto di comunicazione durevole, che accompagni la vita dei vostri clienti e dei vostri prodotti. Gli strumenti ci sono, come i feed RSS (e quindi il podcast), i Social Network con sistemi di messaggistica interna. Scordatevi di dire una cosa una volta sola. Di grande e recente successo il progetto “500 wants you” realizzato da Fiat, uno spazio online che ha sedotto e fidelizzato migliaia di appassionati della Cinquecento.
10. Sorprendere, sempre. Il consumatore vuole farsi sorprendere. Il Web 2.0 permette di rispondere alla moltitudine di interessi dei consumatori, e di farlo nel modo giusto. Il progetto “MyPanini”, con cui le mitiche figurine sono entrate nel Web, vive un continuo rinnovamento delle proposte (nuovi album digitali, nuove tematiche ecc.).
Fonte: libro “Web 2.0”, Ed. Il Sole 24Ore - Vito Di Bari, Web 2.0, Ed. Il Sole 24Ore (2007), www.vitodibari.net